Sarà la mia fine! :-)
Scherzo, ma di certo il mio patrimonio subirà un duro colpo quando a gennaio 2009 aprirà a Milano il primo negozio italiano di Abercrombie & Fitch.
Questo primo e nuovo punto vendita aprirà in corso Matteotti e promette di essere molto grande!
Una imminente trasferta milanese sarà d'obbligo.
26 novembre 2008
A&F a Milano
Pubblicato da
Alessandro Cucca
alle
20:00
1 commenti
Etichette: curiosità
08 novembre 2008
Hummus - Purea di ceci mediorientale
L'Hummus è uno dei piatti più tipici della cucina del medioriente: servito principalmente come antipasto, è molto comune in Libano, Siria e Israele.
Io l'ho mangiato per la prima volta grazie a Mauro tanti anni fa, poi l'ho ritrovato e continuato ad apprezzare grazie ad Hakim (cuoco e proprietario di una tavola calda sirio-libanese a Pisa) che lo fa davvero buono.
Oggi mi è venuta voglia di prepararmelo da solo, e dopo aver chiesto aiuto un po' a Google e un po' a Mauro ecco la mia ricetta (non più segreta) e il resoconto dei risultati ottenuti.
Ingredienti per 2 persone:
- 250 grammi di ceci cotti (li potete predere in barattolo, o cuocerveli da soli) e scolati.
- Il succo di 1 limone
- 2 spicchi d'aglio (dipende dai gusti.. ma 2 è un onesto compromesso tra gusto e voglia di uccidere il partner)
- 2-3 cucchiai di Tahina (è una salsa a base di semi di sesamo, la trovate nei negozi che vendono cibi etnici o nei supermercati molto forniti).
- mezza tazza di prezzemolo tritato finemente
- 2-3 cucchiai di olio di oliva
- sale, pepe nero e/o cumino secondo i gusti.
Procedimento:
Partiamo dai ceci: se avete fretta o poca voglia di impazzire potete partire tranquillamente da quelli precotti in barattolo. Ma se volete ottenere un risultato più gustoso partite da quelli secchi; la sera prima metteteli in ammollo col bicarbonato per un paio d'ore, poi sciacquateli e rimetteteli in ammollo con acqua pulita per altre 2-3 ore. Cuoceteli poi in pentola a pressione per 45 minuti (o pentola normale per 90) con aglio, alloro e pepe nero, ma niente sale!!
Detto questo, adesso, in un modo o nell'altro avete i ceci cotti! Partiamo.
Si comincia col mettere nel mixer (il tritatutto per capirsi) il succo di limone, la Tahina, l'aglio e l'olio.. e si trita il tutto a velocità crescente per qualche minuto.
Adesso, mentre il mixer va, si aggiungono lentamente i ceci scolati e si trita il tutto ad alta velocità. Se l'impasto diventa troppo denso (secondo i vostri gusti) potete renderlo liquido al punto giusto sistemandolo con olio oppure acqua di cottura dei ceci.
Adesso aggiustate con sale, pepe e cumino.
Ora nell'ultimissima fase agiungete metà del prezzemolo e amalgamatelo al resto, ma senza tritarlo ulteriormente dato che l'humus non deve diventare verde!
Ecco.. adesso l'hummus è pronto.
Lasciatelo riposare un po' e poi servitelo su un piatto (da portata oppure sporzionato per ogni commensale) cospargendolo sopra con il resto del prezzemolo tritato e un filo generoso di olio di oliva buono.
Tradizione vuole di mangiarlo con pane azzimo o pita.
Dalla mia piccola esperienza ho imparato che l'ingrediente più critico è il succo di limone.
Metterne troppo o troppo poco può davvero cambiare molto il risultato finale; dipende sempre da come vi piace.. se più delicato o dal gusto più agro e deciso. Ho trovato ricette che per 250gr di ceci parlavno di 2 limoni. Per il mio gusto uno è più che sufficiente.
Io sono soddisfatto del risultato ottenuto.. potete chiedere anche a Pierluigi e Sabrina e sentire che ne pensano.
Pubblicato da
Alessandro Cucca
alle
19:29
5
commenti
03 ottobre 2008
Oliwell ha aperto!
E così dal 1° ottobre il centro Oliwell (a Nola, all'interno del Vulcano Buono) ha iniziato le sue attività. Il primo giorno c'è stato l'assalto, davvero tanta gente per iscriversi o solo chiedere informazioni, pure tanti che già hanno iniziato ad allenarsi.
La sala attrezzi è davvero molto fornita e ci troverete tutte le macchine Technogym di ultima generazione: tapisroulant e cyclette ad esempio hanno tutte tv incorporato dove veder la tv, ascoltare la radio o il proprio iPod.
Fra l'altro tutte le macchine hanno la possibilità di leggere la scheda elettronica dell'utente (la chiave TGS), nella quale sono salvati i suoi progressi e il programma degli esercizi che deve fare in accordo con il suo istruttore.
Nella struttura ci sono poi tre grandi spogliatoi, per uomini, donne e bambini con docce e phon e 2 più piccoli da 12 posti ciascuno per i clienti Vip.
Continuiamo poi con tre sale corsi di varie grandezze e una sala "Kinesis" dove sono ospitate delle particolari macchine della Technogym destinate a esercizi posturali di nuova concezione.
C'è poi la piscina (molto bella e grande) per i corsi di nuoto, l'acquagym e in alternativa il nuoto libero. Poi la day-Spa con idromassaggio, saune, bagno turco e zone relax.
Non manca i servizi di solarium, estetica e massaggio con locali dedicati.
Per finire un bio-bar dove consumare frullati e succhi di frutta (oltre ai normali prodotti da banco) e un bio-ristorante per mangiare sano e leggero tra un allenamento e l'altro.
La struttura è davvero molto bella, arredata con gusto e semplice eleganza. Le promesse sono state mantenute dato che il livello di qualità del servizio percepito è davvero molto alto.
Sulle attrezzature nulla da eccepire, al punto che la technogym in persona è venuta a visitare il centro che presenta un assortimento unico nell'Italia a sud di Roma.
Pubblicato da
Alessandro Cucca
alle
22:20
0
commenti
23 settembre 2008
Tre giorni a Cosenza
La settimana scorsa sono stato per lavoro tre giorni a Cosenza.
Per me era la prima volta che andavo in Calabria.
Certo, non posso dire adesso di conoscerla o di averla visitata, ma certamente ne ho avuto un assaggio e posso farmi un'opinione di questa regione italiana.
Per arrivare a Cosenza abbiamo fatto tutta una tirata da Nola lungo la Salerno-ReggioCalabria: Mitica!! Avevo sentito nominare tante volte questa strada e mai l'avevo percorsa prima d'ora. Be, vi dico che credevo peggio! Ok, alcuni tratti sono.. come dire.. pittoreschi, ma alla fine è gestibilissima!
Lungo il viaggio di andata unica pausa all'autogrill di Castrovillari dove invece del solito "Camogli" o "Fattoria" abbiamo scelto un panino col salame calabrese e pecorino dal chioschetto accanto che vendeva prodotti tipici: pane duretto ma buono.
Arrivati a Cosenza di corsa al lavoro nella locale sede della mia azienda fino alle 19 quando siamo andati a prendere possesso nelle nostre camere all'Holiday Inn. Il tempo di rimettersi in sesto, cambiarsi e siamo usciti per la cena.
Dietro consiglio di alcuni colleghi abbiamo cenato a "Il setaccio": locale davvero molto bellino e rustico, con tante foto di vip (anche Berlusconi) appese alle pareti; da provare assolutamente come primo piatto le "lagane e ceci". Peccato che non avevano dolci quella sera. Preso gli altri primo e secondo e liquore alla fine abbiamo speso 14 euro a testa: pochissimo!
E così, per placare la voglia di dolce del mio capo siamo andati alla ricerca di un bar/pasticceria aperto di sera per solleticare degnamente le nostre papille gustative.
Siamo finiti così in una conetteria dove ho visto (e mangiato) il cornetto più grosso della mia vita!
Una cosa ENORME al punto che alla signora al banco ho detto:
"Mi scusi ma questisono cornetti o pagnotte?" :-)
Fra l'altro oltre che grossi erano pure molto buoni, fragranti, leggeri e disponibili con una decina di ripieni a scelta; per me alla crema.
Fatto felice il capo, siamo andati a letto.
L'indomani, tutto il giorno al lavoro, poi la sera, dopo esser ripassati a sistemarci in hotel, siamo andati in centro a Cosenza alla ricerca di un altro bel posto dove mangiare; cosa non facile dato che era domenica ed era quasi tutto chiuso!
Alla fine, accanto al Duomo, abbiamo trovato aperto Calabria bella, osteria/pizzeria tipica.
Locale accogliente, arredato con gusto e in maniera semplice. Il cameriere che ci ha servito era uguale a Marzullo, tant'è che quando è venuto a prendere l'ordine ero tentato di dirgli:
"Si faccia una domanda e si dia una risposta".
Alla fine ho preso un bell'antipasto della casa con salumi, formaggi, 'nduja, olive schiacciate ecc ecc e di secondo uno stracotto di manzo al cirò rosso.
Tutto molto buono. Preso poi anche dolce, bibite e liquore finale abbiamo speso 27 euro a testa.
Prima di rientrare in hotel ci siamo fermati in un locale dal nome accattivante ed esplicativo: "El Mojito".
L'idea era quella di bere un mojito (ma va?) e invece abbiamo trovato un bel posticino con musica dal vivo! Era presente infatti un trio di voce, piano e sax/clarinetto che eseguiva un repertoriojazz/blues.
Molto bravi.
E' stato bello che anche alcuni clienti a un certo punto si sono avvicinati al palco e hanno cantato, dimostrando fra l'altro notevoli qualità canore.
Poi a ninna e l'indomani ultima mattinata di lavoro per poi poi rientrare a casa nel pomeriggio.
Sono stati tre giorni carini, sono stato bene e ho consociuto bella gente.
Devo dire però che Cosenza come città non mi ha atto una bella impressione.. ho apprezzato il basso costo della vita, ma di "bello" ne ho visto ben poco...
Pubblicato da
Alessandro Cucca
alle
21:52
3
commenti
09 settembre 2008
10 anni senza Lucio Battisti
Dieci anni fa, il 9 settembre 1998, moriva Lucio Battisti.
Inutile raccontare chi fosse, o quanto è stato importante per la musica italiana.
Per quel che mi riguarda non sono mai stato un grande appassionato della sua opera e devo ammettere che a parte 2 o 3 superclassici non conosco neanche le sue canzoni.
Forse è colpa della mia età; essendo abbastanza "ragazzo" io ascoltavo musica quando lui aveva già smesso di produrne.
Con questo post quindi vorrei ricordarlo per mezzo di un aneddoto che mi hanno raccontato recentemente.
Qualche settimana fa infatti ho avuto modo di incontrare Mara Maionchi (importante produttrice discografica) con la quale tra una chiacchiera e l'altra sull'attuale X-Factor, siamo finiti a parlare di Lucio Battisti, il quale lei ovviamente conosceva e frequentava a Milano in quegli anni..
Così mi ha raccontato di un giorno in cui erano insieme al supermercato a far la spesa. A un certo punto una coppia di ragazze si avvicina a loro e una dice a Lucio: "Ma tu sei Lucio Battisti?".
E lui, prontamente e senza esitazione ha risposto: "Magari!".
E le due si sono allontanate.. un po' deluse.. un po' dubbiose.
Questo era Lucio, un grande artista che però ha deciso un giorno di negarsi al suo pubblico (abbandonando le scene e quasi non cantando più) e scomparire dalla luce dei riflettori.
Pieno diritto di farlo, ma se fossi stato un suo fan, non glielo avrei mai perdonato.
Pubblicato da
Alessandro Cucca
alle
08:00
3
commenti
Etichette: Musica